Introduzione al Settore aeronautico

Esempio tratto dal volume di Introduzione alle Prove non Distruttive della General Dynamic. Nel Febbraio 1959 un jet che volava fra Parigi e New York a più di 900 Km/ora, improvvisamente, per un vuoto d'aria, precipitò verso l'Atlantico, 10.000 metri più sotto. Il pilota riuscì a riprenderne il controllo a circa 200 metri di altitudine. In questo tuffo di 9.800 metri la vita di 129 passeggeri dipese non solo dall'abilità del pilota che riprese i comandi dopo la "caduta", ma anche dalla perfetta integrità delle strutture che erano state controllate con sistemi di Controllo non Distruttivo.

Da molto tempo la progettazione ha riconosciuto l’importanza che, ai fini di possibili rotture, è dovuta alla presenza, nel materiale metallico e non, di discontinuità. Esse hanno come effetto quello di portare a concentrazioni locali di sollecitazioni che, in taluni casi, possono arrivare a essere triple (o triassali) con conseguente innesco di rotture catastrofiche (rottura fragile). L'importanza che il progettista assegna alla presenza delle discontinuità nel materiale è stata abbondantemente giustificata negli ultimi anni dal sorgere di un nuovo tipo di progettazione basato non sulla determinazione di una generica sollecitazione ammissibile (carico di snervamento corretto con opportuni coefficienti di sicurezza) e di una relativa sollecitazione di confronto, bensì sulla determinazione dell'intensificazione dello stato di sollecitazione alla radice di una discontinuità di date dimensioni e alla definizione della conseguente intrinseca capacità del materiale di opporsi alla propagazione di tale discontinuità, sotto definite condizioni di carico imposte (Meccanica della Frattura).

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